Periodico di informazione sportiva a diffusione gratuita – Borgo Valsugana (TN)

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Febbraio 21st, 2009 at 21:41

Associazione Velica Trentina

in: Vela

Pubblichiamo una intervista rilasciata dal Vicepresidente della VelicaHerbert Hörterich; l’intervista e’ anche pubblicata sulla rivista cartacea “Sport Giallorosso e Dintorni” in distribuzione in questi giorni.  Lo scopo e’ quello di far conoscere un’associazione  molto attiva in Valsugana e con la quale l’US Borgo iniziera’ in primavera una collaborazione.

Innanzitutto Vi ringraziamo per l’ospitalita’ che ci riservate, frutto di una iniziale conversazione in automobile ove si ha constatato che la conoscenza delle societa’ sportive della Valsugana e’ molto minore di quanto si pensa, anche se – come nel nostro caso – la societa’ e’  fra le più vecchie. Conseguentemente fra le societa’ sportive di vario genere non esiste una collaborazione per sfruttare le sinergie che indubbiamente ci sarebbero. Pertanto….desideriamo presentarci!

Di fatto la VELICA, cosi’ viene chiamata affettuosamente, e’ stata fondata nel 1949, la prima sede era presso le “darsene” a S. Cristoforo, sotto la chiesetta.
Dal 1956 invece ha la propria sede in localita’ Valcanover di Pergine, ovviamente in riva al lago di Caldonazzo, vicino al Campeggio Punta Indiani.

Potrei continuare con l’elencazione della bellezza della sede, della vela, del divertimento in barca ecc. ma preferisco un auto-intervista fra il serio ed il faceto:

Giornalista: Ah voi della vela! Seguo sempre la Coppa America, mi piace pero’ capisco poco!
Socio:  Hai ragione, e’ come confrontare la Formula 1 FERRARI con la 500, e’ tutto un’altra roba, quelle barche costano milioni di Euro, le nostre  alla Velica partono da poche migliaia.
Giornalista:  Beh comunque e’ uno sport per i ricchi e blasonati, basta vedere i ricevimenti ed i luoghi dove fanno le regate!
Socio: Niente di più sbagliato. Se passi alla Velica non troverai ne uomini con blazer blu e cravatta e con la “R” moscia, ne “veline” di contorno. La lingua prevalente e’ il dialetto e la bevanda preferita la birra od il vino.
Giornalista:  Pero’ voi della vela avete sempre la puzza sotto il naso e siete elitari.
Socio: E’ vero che l’immagine del nostro sport deriva da quella dei mega yacht, ma la realta’ e’ ben differente! L’unica puzza la sentiamo noi quando lasciamo le scotte (sarebbero le “corde” della barca) bagnate e non le mettiamo ad asciugare… Poi il discorso dell’elite non e’ per niente vero: alla Velica siamo veri sportivi e ci diamo ovviamente del tu, ignorando in gran parte l’attivita’ – lavoro che l’altro svolge. Ti faccio solo un esempio: uno dei soci e’ arrivato al massimo grado in Marina Militare ed anche lui non ha nessun problema a dare una mano nella pulizia della sede.

Giornalista:  Pero’ per fare vela ci vogliono un sacco di soldi!
Socio:   Ecco la solita disinformazione, perche’ tutti credono che ci vuole una barca lunga 20 metri. Noi alla Velica abbiamo “derive”, che sono barche per uno o due adulti con lunghezza da 4 m – Laser– e fino a ca. 6 m – Flying Duchman – nonche’  barche per ragazzi fino a 14 anni con una lunghezza di ca. 2 m –  Optimist – ; tutte queste sono barche che dopo la veleggiata vengono messe a terra. Abbiamo poi anche “cabinati”, cioe’  barche che hanno una cabina, con una lunghezza fino a 24” (ca. 8 m), che rimangono in acqua al molo.
Una delle derive che vanno di piu’ alla Velica – ne abbiamo circa 30 – e’  lo Snipe (Beccacino) con una lunghezza di 4,70 m che usata costa fra  2.000 e 4.000 Euro e mediamente (come la mia) dura anche 20 anni e mantiene un bel valore anche quando si rivende! Se faccio quindi l’ammortamento a 20 anni mi viene fuori un costo di 100 / 200 Euro all’anno… cosa si dovrebbe dire di quelli che praticano lo sci, dove un paio mi costa anche più di 200 Euro e dopo due anni devo cambiarli?
Giornalista:  Pero’ … come faccio a imparare, non mi compro mica subito la barca!
Socio:  E’ piu’ semplice di quello che credi. Ogni anno la Velica fa un sacco di corsi vela, o con durata di 3 weekend, o quelli durante la settimana, sia per adulti che per ragazzi. La barca la mettiamo a disposizione noi, c’e’ l’istruttore federale con tanto di diploma, basta che tu porti costume da bagno, braghette corte ed un paio di scarpe che si possono bagnare, ti diamo noi perfino la maglietta!
E poi, finito il corso, per quell’anno avrai il diritto di noleggiare le barche della societa’ e fare pratica. Inoltre il gruppo regatanti, che ti avra’ già notato, ti invitera’ come prodiere (che sarebbe quello che in barca sta davanti) per partecipare alle frequenti regate, anche ogni mercoledi’.
Giornalista:  Pero’ … se poi vedo che mi piace la vela e sono anche bravo, questo laghetto alpino non mi permettera’ di esprimere tutta la mia capacita’ e saro’ costretto andare a Riva o al mare.
Socio:  Non hai tutti i torti, ogni specchio d’acqua sia di lago che di mare ha le sue peculiarita’, correnti, onde, tipologia ed intensità di vento. Pero’ il nostro “laghetto”, tendenzialmente senza grosse onde e senza correnti, con vento relativamente tranquillo obbliga chiunque ad imparare tutte le finezze nella regolazione delle vele, della barca, della distribuzione dei pesi dell’equipaggio; il che e’ fondamentale, come imparare l’ABC.

Di fatto uno dei nostri allievi Optimist, Ruggero Tita, 3 anni fa è diventato campione italiano ed ora e’ fra i P.O. (probabili olimpionici); anche il ben noto Mauro Pelaschier ancora oggi evidenzia che ha imparato le finezze della vela sul Lago di Caldonazzo. Peraltro notiamo anche che i fortissimi velisti spagnoli primeggiano soltanto con vento molto forte e con onde pronunciate perche’ sono molto allenati fisicamente, pero’ perdono il loro dominio quando si tratta di regatare con venti meno intensi, ove prevale la perfetta regolazione della propria barca.
Giornalista:  Sapevo che avevo ragione ……! Quando parte il Vostro prossimo corso di vela che mi iscrivo ??

Le altre foto ……

Herbert H.

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Febbraio 16th, 2009 at 10:04

Il Borgo perde 4-1, fuori casa, con il Villazzano

in: Calcio

VILLAZZANO: Maurizio, Girardi, Campana, Contini, Gasperini (31’ st Nicolodi), Ianes, Fuoli, Maselli, Carolli, Vidalot, Betti (23’ st Dellai). All.: Pittalis.
BORGO: Tomasi, Caumo (15’ st Caon), Dietre, Oberosler, Nervo A., Divina, Felicetti (4’ st Fratton), Groff, Nervo O., Vinante, Osella. All.: Ceraso.
ARBITRO: Rognoni di Arco – Riva.
RETI: 21’ Fuoli, 40’ Betti, 69’ Oberosler, 85’ Carolli, 91’ Vidalot.
GABBIOLO – E’ un Villazzano arrembante e aggressivo quello che si presenta ad un match delicato dopo la pausa invernale. Il buono stato di forma ha permesso ai collinari, brillanti e sempre primi sul pallone, di incamerare tre punti fondamentali nella corsa alla salvezza. I primi venti minuti non offrono spunti di cronaca, e la prima azione degna di nota e’ quella che porta il Villazzano in vantaggio: al 21’ infatti Fuoli, su un errato retropassaggio di Gasperini, supera il portiere con un pallonetto.  Al 37’ Betti prende le misure per il raddoppio, quando infilandosi rapidamente tra i due centrali si invola verso la porta ma conclude addosso a Tomasi. Tre minuti più tardi, pero’, l’attaccante porta il Villazzano sul due a zero: su un traversone da sinistra di Vidalot Tomasi incerto lascia la presa, Carolli ne approfitta e crossa al centro dove Betti, tra tre difensori, riesce a colpire di testa infilando la porta valsuganotta. Il secondo tempo mostra un Borgo piu’ convinto, tanto che, dopo un paio di incursioni pericolose dalle parti dell’area del Villazzano sventate dalla difesa, al 24’ Oberosler riesce ad accorciare le distanze con un colpo di testa su un cross dalla sinistra di Dietre. Ma il forcing del Borgo si conclude qui. Infatti il Villazzano corona la sua prestazione con due gol che portano il risultato sul 4 a 1: prima Carolli controlla di petto e in girata di sinistro da fuori area infila magistralmente la palla nel sette, poi nel recupero Fuoli in contropiede appoggia per Vidalot che da posizione defilata sulla sinistra con un preciso rasoterra chiude la partita.

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