A Marco Gotti il 1° EUROBRICO STAR TRADING di Tennis

Una finale di un’intensità entusiasmante. L’open valsuganotto, valido per la prima edizione del trofeo «Eurobrico- Star Trading», passerà alla storia per aver incorniciato un’eccezionale prova di maturità del 29enne Matteo Gotti, il bombardiere dell’Ata Trentino al quale questi tornei stanno un po’ stretti ma ormai li ha scelti per elezione definitiva. Sull’altro fronte per il 21enne bolzanino Patrick Prader continua la sindrome della sconfitta contro l’allievo di Max Labrocca: il maestro è in questi giorni a Kufstein per un torneo giovanile ed aveva seguito Matteo nel successo di una settimana fa a Riva contro il mancino bulgaro Halachev, qui sul rosso del palazzetto borghighiano sconfitto nei quarti da Prader. Ma il solido altoatesino, plasmato dal maestro Gatto e reduce da un ottimo Itf di Modena da 15 mila dollari dove è giunto fino ai quarti, le ha provate tutte per non finire nella polvere come al solito, aggredito e asfaltato dall’irruenza dell’emiliano ormai naturalizzato trentino.

L’ennesima sfida regionale tra i due, la seconda stagionale (a Rovereto il bolzanino ha ceduto 5-7 3-6), nel torneo ben organizzato dal presidente Cristofoletti con a fianco il giudice arbitro Sbetta e il direttore Filipponi, ha riservato al pubblico una due ore di situazioni altalenanti e di emozioni formidabili. Tre set uno diverso dall’altro e soprattutto, per merito dei due contendenti, giocati ad un ritmo pazzesco e con scambi che spesso hanno fatto pensare che a Borgo si fosse posato un «disco volante » dell’Atp. Due «alieni» quindi Gotti e Prader in una finale che valeva un quarto di Itf. Il bombardiere è subito partito a spron battuto sorprendendo il rivale: in 22 minuti Gotti ha confezionato un 6-1 senza discussione imponendo un ritmo devastante, una sequenza di ace (ne conteremo alla fine quasi una trentina!) e di tambureggianti diritti d’anticipo e rovesci in back debordante verso gli angoli che hanno praticamente messo al tappeto il buon Prader. Di fronte ai fantasmi di una possibile sconfitta umiliante, il bolzanino nel secondo set ritrovava il diritto in diagonale, riusciva a resistere a Gotti nel quinto game annullando orgogliosamente due palle break, poi soprattutto serviva meglio con un’intensità pari a quella dell’avversario. In una sorta di equilibrio spettacolare e tambureggiante i due finalisti si issavano al tiebreak. Prader schizzava sul 5 a 3 strappando due volte il servizio all’atino, poi s’inceppava e Gotti risaliva fino al match ball sul 6 a 5 con un ace debordante. Il bolzanino serviva mettendo in difficoltà Gotti e impattava, ma non solo si guadagnava poi un primo set ball con un attacco concluso con una volee che «moriva» sulla riga e schizzava via. Altro set ball sull’8 a 7 con una smorzata in diagonale che usciva di un niente. Ace di Gotti che vale l’8 pari e servizio vincente in replica immediata di Prader per un altro set ball. Stavolta il bolzanino piazzava un fendente di diritto da far paura e Gotti era costretto alla resa. Via al terzo set.E qui, nel terzo game, capitano due episodi che potevano significare la svolta in favore del bolzanino alla ricerca della sua prima soddisfazione contro la «bestia nera» Gotti: l’atino piazza il suo primo doppio fallo, dopo un’ora e mezza, e poi perde il game sancendo il primo break per il rivale. Ma Gotti non è più lo scapestrato e talentuoso ragazzino che perdeva occasioni a iosa facendo arrabbiare maestri e genitori. Matteo gioca preciso e incisivo, piazza il due pari, ritorna devastante con il servizio per 3 a 2 e brekka Prader che gioca un game disastroso condito da un diritto senza controllo e da un doppio fallo. É la svolta della finale. Il bolzanino – e qui sbaglia a perdere la pazienza – impreca, bestemmia e lancia la racchetta, quel 4 a 2 non lo digerisce tanto che perde la concentrazione e va sotto 5-2. Cambio di campo e Prader gioca di rabbia infilando 4 ace di fila. Gotti non si spaventa, anzi il suo servizio è ancora micidiale. Il «Roddick dei poveri» ha mira favolosa, ma anche carattere sa «mille e una notte ». Il secondo match ball della partita non viene chiuso per un’impennata ritardata di Prader, ma alla terza occasione Gotti accelera e viene a rete aggressivo. Il rivale è in difficoltà, annaspa e sbaglia. Gotti re di Borgo. Ed ora è il numero 1 ad Arco dove può ritrovare Prader e anche il maestro marchigiano Andrea Capodimonte, l’unico, assieme al professionista numero 240 al mondo Jò Sirianni il canguro del Ct Rovereto (confermato per la serie A al circolo di via Lungo Leno), che ha fermato – sull’erba del Briamasco e Sirianni in finale all’open di Rovereto – il «pascià» degli open in Trentino. Il Gotti da «mille e una notte». Il bombardiere che non perdona.

 

Finale maschile «1° Eurobrico- Star Trading»: Matteo Gotti (2.1, Ata Trentino) b. Patrick Prader (2.2, Ct Bolzano) 6-1 6-7 (8-10) 6-3. Finale meno avvincente di quella maschile tra le donne con la milanese Carolina Petrelli, più determinata e più intensa a rete, che ha superato la napoletana Chiara Petrazzuolo, la sorellina di Giancarlo, il 1ª categoria scudettato con Capri. La Petrazzuolo quando gioca in Trentino fa base al Ct Arco dal maestro Improta, che è uno dei favoriti del torneo di 3ª che si è aperto ieri a Borgo, assieme all’altro maestro Carraro, al trevisano Riberto ed a Galler.