Settembre 8th, 2007 at 12:06
Borgo – Un centinaio di atleti hanno dato vita, l’altra sera, alla gara ciclistica per esordienti “Coppa di sera” organizzata dal veloce Club Borgo. Una prova a punti e ad eliminazione che si è svolta su un circuito cittadino tra viale Città di Prato, via Salandra, piazzetta Teatro Vecchio, via Cesare Battisti, Largo Dordi e piazza Dante Alighieri.
In campo femminile – al via una decina di atlete – vittoria di Alessandra Tomasini del Gs Alto Adige mentre tra gli esordienti al primo anno il successo è andato a Simone Pedrotti dell’Asd Vc Bolzano con Michele Paolazzi che ha avuto la meglio tra gli esordienti al secondo anno.
Una bella serata di ciclismo, conclusa anche dalla gara a cronometro dimostrativa di handbike.
Queste le classifiche:
Esordienti 1° anno: 1. Simone Pedrotti (Asd Vc Bolzano Baustudio) 2. Francesco Rosa (Us Aurora Petrolvilla Group) 3. Oliviero Troia (Ciclistica Bordighera) 4. Filippo Sech (Acd Sprint Vidor Edilsoligo) 5. Francesco Catellani (Asd Uc Sozzigalli) 6. Francesco Martini (Uc Valle di Non) 7. Mauro Micheli (Uc Valle di Non) 8. Alessandro Visintainer (Us Aurora Petrolvilla Group) 9. Devid El Toum (Cc Gardolo) 10. Francesco Emer (Uc Trentinalatte).
Esordienti 2° anno: 1. Michele Paolazzi (Uc Valle di Cembra) 2. Massimo Bonvicin Di Franco (Uc valle di Non) 3. Alex Pomaro (Asd Vc Bolzano Baustudio) 4. Nicola Rossi (Acd Sprint Vidor Edilsoligo) 5. Davide Bortolotti (Dro) 6. Elmar Zendron (Uc Valle di Cembra) 7. Alessio Larentis (Us Aurora Petrolvilla Group) 8. Cristian Ronfini (Acd Sprint Vidor Edilsoligo) 9. Federico Visintainer (Cc Gardolo) 10. Francesco Emer (Uc Trentinalatte).
Esordienti donne: 1. Alessandra Tomasini (Gs Alto Adige) 2. Ilaria Sanguineti (Ciclistica Bordighera) 3. Sabine Huber (Team Femminile Trentino) 4. Silvia Tavernini (Team Femminile Trentino) 5. Giulia Margon (Team Femminile Trentino) 6. Daniela Bolza (Team Femminile Trentino) 7. Elena Maule (Sc Volano Distilleria Marzadro) 8. Gloria Paolazzi (Team Femminile Trentino)


Foto dell’arrivo degli Esordienti "Coppa di Sera"
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Settembre 8th, 2007 at 09:41
(da l’Adige)
Lo ricordano bene a Bergamo Bruno Divina. Il vulcanico ex giocatore di Borgo Valsugana è stato una bandiera della difesa orobica dal 1970 al 1976, tanto da giocare 150 partite consecutive da terzino roccioso. E l’Atalanta che quest’anno festeggia il secolo di vita, lo ha ricordato con tanto di medaglia consegnata nel corso di una solenne cerimonia a Bergamo. E che sia ancora un personaggio nel cuore dei tifosi non più giovanissimi lo testimonia il paginone che l’Eco di Bergamo gli ha dedicato e dove Bruno Divina si racconta.
Bruno Divina, come è arrivato all’Atalanta?
«Ci sono arrivato nell’ultimo giorno di mercato del 1970 quasi per caso. Mi voleva Maestrelli alla Lazio (che poi vinse lo scudetto nel 1974 ndr), che già mi aveva avuto a Reggio Calabria, ma Previtali mi portò a Bergamo con uno scambio con Poppi».
Fu contento di andare a Bergamo?
«All’inizio ero diffidente ma poi la società dimostrò grande serietà tanto che ci rimasi sei stagioni».
Prima di Bergamo dove aveva giocato?
«Nel Rovereto in serie D e poi nella Pistoiese in serie C».
Suo successore all’Atalanta fu un certo Cabrini
«Arrivò nel mio ultimo anno all’Atalanta. Quell’anno dovevo giocare poco per lasciare spazio al giovane Cabrini ma in realtà giocai moltissimo spostato in mediana». Al primo anno arrivò anche la promozione in serie A «Ricordo le emozioni del duplice spareggio con Bari e Catanzaro a Bologna. Che bello!».
Poi nel 1973 la retrocessione in C…
«Brutta stagione. Forse avevamo sottovalutato la situazione. Finimmo in B per differenza reti».
Come ha fatto a giocare 150 partite consecutive?
«Un pizzico di fortuna e poi l’esperienza. Gli errori che avevo commesso in precedenza mi erano serviti. Ero abbastanza indisciplinato tanto è vero che Maestrelli, quando ero alla Reggina, mi mise fuori nelle ultime dieci giornate di campionato. Certe lezioni poi ti servono…».
Lei ha giocato anche con Scirea…
«Ho un bellissimo ricordo di lui. Quando arrivò non parlava mai e dovevo incoraggiarlo per convincerlo a farsi sentire dai difensori. Poi è diventato quel campione, sia sportivo che umano, che tutti hanno conosciuto. Legò subito con Cabrini e la Juventus se li prese. Che carriera che hanno fatto…».
Lei è soddisfatto della sua di carriera o ha qualche rammarico?
«Forse un piccolo rammarico ce l’ho: mi sarebbe piaciuto crescere in un settore giovanile professionistico. Forse avrei raggiunto qualche traguardo in più. Ma non posso lamentarmi e ringrazierò sempre l’Atalanta».
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