Giugno 9th, 2008 at 09:33
E’ Leonardo Moggio il protagonista di questa domenica. Il forte corridore “borghigiano” ha letteralmente dominato il Gran Premio Banca di Romano e Santa Caterina, prova valida per il Gran Premio della Comunità Montana del Brenta, di cui da oggi ne indossa la maglia di leader. La corsa di 56 Km si articolava su di un percorso che prevedeva la percorrenza di 6 giri più grandi e 6 giri più piccoli, con partenza ed arrivo a Solagna, vicino a Bassano. La corsa veniva controllata dai nostri corridori fin dal primo giro, con Moggio, Trentin e Stefani sempre presenti ed attenti. Ottima l’intuizione di Leonardo Moggio che entrava nella fuga a sette, poi decisiva, quando la gara si accingeva ad inanellare i giri piccoli del percorso. Leo Moggio, sull’impegnativo strappo ripetuto 6 volte,trovava il terreno adatto per lo scatto decisivo, quando ormai mancavo poco più di due tornate al traguardo. Leo Moggio, scattato con determinazione, non cedeva un solo metro, anzi continuava a guadagnare sugli inseguitori che, uno dopo l’altro saltavano, nel vano tentativo di raggiungere uno scatenato Moggio. Leo si presentava tutto solo al traguardo, mantenendo ben 25″ di vantaggio sul secondo e 40″ sul terzo. Il gruppo staccato di 1’40” vedeva il brillante 8° posto per Daniele Trentin, eccellente anche oggi.
Leonardo Moggio è alla sua prima vittoria, giunta dopo un periodo di grande lavoro e sacrificio, peraltro contraddistinto da un costante e notevole miglioramento. Una vittoria importante anche per la nostra squadra che quest’anno ha vinto come non succedeva da anni, grazie al lavoro encomiabile del tecnico Sandro Gremes e di tutti i corridori. Oggi corridori del Borgo impegnati anche a Mezzocorona, con i sempre bravi Gamper, Osele, Agostini e Carli. Buono il 7° posto di Matteo Agostini. Per quanto riguarda la cronometro, ottimo risultato di squadra del VC Borgo che vince la speciale classifica a squadre nella Grezzana-Cerro Veronese (paese di Cunego), disputatasi sabato, dove i nostri cronoman Matteo Agostini, sempre più sorprendente e Pietro Osele, al debutto nella specialità, coglievano uno strepitoso 4° e 7° posto, realizzando tempi addirittura migliori dei colleghi Juniores, due anni più “vecchi” ed utilizzando rapporti inferiori.

Giugno 9th, 2008 at 08:14
(da l’Adige)
Sguardo determinato e fisso sulla strada davanti a sé, mente concentrata sull’azione tecnica e una forma fisica già eccellente, tanto da stupire se stesso. È questo l’Alex Schwazer che ieri mattina ha dominato il campionato italiano della 20 chilometri di marcia, andato in scena nelle vie centrali di Borgo Valsugana trasformatesi per un giorno nello stadio della marcia azzurra. Uno stadio che, a detta di molti protagonisti, ha finito per sorprendere, sia per la quantità di pubblico pronta ad applaudire gli specialisti del «tacco punta» lungo il circuito cittadino di mille metri, sia per la qualità organizzativa del prodotto, allestita in maniera precisa e puntuale dal GS Valsugana, che si è meritato i complimenti di tutti i presenti. Ma la maggior dose di applausi è andata ad Alex Schwazer, il ventiquattrenne altoatesino di Calice, piccola frazione a monte di Racines, che si era presentato in Valsugana con chiari intenti di vittoria, puntualmente rispettati a suon di riferimenti cronometrici di livello davvero olimpico. Un riferimento di sicuro non casuale, se è vero come è vero che i 20 chilometri di Borgo rappresentano in fondo soltanto una tappa di avvicinamento ai 50 di Pechino, vero e proprio appuntamento dell’anno, per il carabiniere altoatesino allenato da Sandro Damilano.
E al termine della sua fatica, Schwazer può guardare con ancor maggior fiducia ai cinque cerchi cinesi, perchè le sensazioni e la freschezza atletica sono state migliori del previsto, così come il tempo finale di 1:23’28″, decisamente al di sotto dello stesso limite preventivato nei giorni scorsi dallo stesso marciatore che non faceva mistero di puntare ad un riferimento attorno all’ora e venticinque minuti. Il tempo finale assume ancora maggior risalto dall’analisi del percorso, sicuramente affascinante ma allo stesso tempo impegnativo, con molti cambi di direzione e di quota, seppur senza strappi impegnativi: Schwazer è già in grande forma e la strada verso Pechino sembra tendere alla discesa, nonostante manchino ancora due mesi di lavoro duro, tanto in altura quanto nel centro federale di Saluzzo, tra le Langhe cuneesi, quartier generale della medaglia di bronzo degli ultimi d ue campionati mondial Alle spalle dell’altoatesino, ecco il più esperto finanziere Marco De Luca, a sua volta in cerca di indicazioni in vista della 50 km olimpica: primo a rompere gli indugi nella tornata iniziale e ultimo a mollare al forcing di Schwazer a metà gara, il finanziere romano ha chiuso la propria fatica appena sopra l’1:25, lasciandosi alle spalle l’abruzzese Fortunato D’Onofrio e l’altro carabiniere Diego Cafagna. Era difficile pronosticare un esito diverso nella prova femminile, ma Elisa Rigaudo è riuscita comunque ad impreziosire l’ennesimo titolo tricolore della carriera con un riferimento cronometrico importante, verrebbe da dire fondamentale in vista di Pechino. La “finanziera tascabile” ha trovato proprio a Pergine quel risultato capace di dissipare con un unico gesto i residui dubbi sulla sua partecipazione olimpica: 1:30’33″ e tutti sono d’accordo, sull’efficienza della ventottenne cuneese, seguita in classifica dalla giovane Valentina Trapletti e dalla più esperta Rossella Giordano.
Miglior trentina in gara la dottoressa Maura Marchiori, quattordicesima nella classifica femminile con il 38imo tempo assoluto sui 57 atleti che hanno tagliato il traguardo. La determinazione che dimostra in azione, Alex Schwazer la mantiene anche a bocce ferme, anche se accompagnata da un sorriso caloroso, lo stesso del ragazzo gioviale e spesso pronto allo scherzo. Ma non quando si ha a che fare con la marcia. «Sono andato davvero forte, più di quanto mi aspettassi». Un attimo di riflessione e poi, quasi a sforzarsi per dover accantonare la modestia, e congratularsi con se stesso, aggiunge: «Ho lavorato davvero bene, sotto tutti gli aspetti ed i risultati si sono visti, anche ui a Borgo Valsugana. Ora non resta che continuare su questi livelli fino ad agosto in modo da presentarsi al meglio alle Olimpiadi, a Pechino. Poi, come sempre, sarà la gara a dare il suo verdetto: personalmente non ho dubbi sulle mie potenzialità e su ciò che posso raggiungere; anche a Borgo sono partito prudente e quando ho visto che stavo bene ho premuto sull’acceleratore». Qualche dubbio in più l’aveva Elisa Rigaudo e per questo al termine della gara l’esile cuneese sembra volare. «Sono contentissima, me ne vado da Borgo più fiduciosa che mai e oltretutto mi fa piacere aver scoperto questo tracciato, mi auguro che possa diventare una tappa fissa del calendario, sia per la bellezza del circuito sia per il pubblico presente».